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STECCA, MUTISMO E RASSEGNAZIONE di Marco Palladini - ZONA Contemporanea

STECCA, MUTISMO E RASSEGNAZIONE
Storia di una naja non tripudians

di Marco Palladini

ZONA Contemponea 2017
libro pp. 226 - ISBN 9788864386928

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L'incontro-scontro tra un ragazzo di inquiete idee libertarie e "l'istituzione totale" dell'esercito italiano, nel controverso passaggio tra la fine degli anni ‘70 e l'inizio degli anni ’80 del Novecento: quando la bandiera della rivoluzione iniziava a scolorire nelle giovani coscienze ribelli.

"Si sarebbe trovato scisso tra il soggetto fondamentalmente ribelle, insofferente, bastian contrario che naturalmente era, e il soggetto subordinato, obbediente, integralmente sottomesso ai comandi altrui che il corpo militare ti costringe a essere. Un bel casino questa schizofrenia. Ed è nelle more di questa schizofrenia che la sua vita sarebbe trascorsa per un anno. Una parentesi, dicono molti. Poi tutto torna come prima. No, nella sua esperienza, come poi capì, nulla torna come prima. Un anno in un'istituzione totale come l’esercito non trascorre senza conseguenze. Anche in tempo di pace la naja lascia tracce profonde, ti segna indelebilmente. C’è un prima e c’è un dopo. Ma lui si stava accingendo, intanto, al durante".

"Tutti i suoi anni giovani erano percorsi da un’ansia di assoluto, da una sete (para-religiosa) di orizzonte totale. E comunque le sue scelte assecondavano profondamente il suo essere. Se erano sbagliate, forse era sbagliato il suo modo d’essere, era sbagliato in radice lui, ma probabilmente, verosimilmente non poteva farci nulla. Anzi, invero, Michele non voleva fare nulla di diverso, era così e non voleva cambiare la sua disempatia con il mondo. Come diceva Groucho Marx (l’altro Marx): Non datemi consigli, so sbagliare da solo. E lui sapeva benissimo sbagliare da solo. Anzi rivendicava (e ancora rivendica) la libertà di sbagliare. Di errare nel suo viaggio esistenziale".

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Marco Palladini
Marco Palladini

È nato e vive a Roma. Scrittore, poeta, drammaturgo, regista, performer e critico nell’ambito del teatro d’autore e di ricerca, ha scritto e allestito una quarantina di testi, spettacoli e performance teatrali e poetico-musicali. Suoi testi in versi e teatrali sono tradotti in greco, romeno, inglese, ucraino, tedesco, ungherese, spagnolo e catalano. Ha realizzato nel 2013 con Iolanda La Carrubba il videofilm Fratello dei cani. Pasolini e l’odore della fine e ha all'attivo numerosissime pubblicazioni, in prosa e poesia.

ROMA - martedì 23 gennaio 2018 ore 18.30 Teatro Tordinona (via degli Acquasparta 16)
STECCA, MUTISMO E RASSEGNAZIONE Storia di una naja non tripudians romanzo di Marco Palladini ZONA Contemporanea
Presentano il libro, con l'autore Marco Palladini, Carlo Bordini, Francesco Muzzioli, Giorgio Patrizi Letture dell'attore Giuseppe Alagna
Info: tordinonateatro1@gmail.com tel. 06.7004932

FIRENZE - sabato 2 dicembre 2017 ore 17.30
Area N.O. per natura e per cultura

spazio olistico diretto da Massimo Mori
(via Panicale 24 rosso)
presenta il romanzo
STECCA, MUTISMO E RASSEGNAZIONE
Storia di una naja non tripudians
di Marco Palladini
ZONA Contemporanea 2017
Introduce Massimo Mori. Intervengono, con l'autore Marco Palladini, Riika Ala-Risku e Rosaria Lo Russo. Info: 055.28449 - 328.2173942

le recensioni

A volte la storia si volta indietro per mordersi la coda di Donato di Stasi

Protasi et alia. Marco Palladini saggia a suo modo la fabbrica del mondo con quest’ultimo romanzo-diario-saggio, strutturato su tre livelli: i ricordi poco tripudianti del servizio militare prestato nel 1980; una riflessione a margine, circostanziata e tagliente, sul problema dell’identità singola e collettiva; le numerose incursioni nella sociologia, nell’antropologia, nella filosofia, nella musica, nella letteratura tout court per rendere al meglio il mood di un’epoca intera. Il passato viene recuperato secondo una prospettiva profonda e veritiera, senza nulla a che fare con i falsi teatrini delle fiction televisive e cinematografiche attuali. La bravura dell’autore consiste nel rivitalizzare tutta la rigatteria sociologica legata alla naja (lo stupidario militaresco, l’ottusità delle gerarchie, la coazione a ripetere delle vessazioni) per trasformarla in una sedula metafora esistenziale: da un lato l’ovvia volontà di scappare dalla caserma-prigione, dall’altro l’assurdo e incomprimibile desiderio di rimanervi intrugliato, quasi a dar corpo a un istinto ingenuo di autoconservazione, di estrema difesa dal nichilismo freddo che avrebbe fatto seguito alla calda stagione rivoluzionaria degli anni 1966 1977. Nell’adolescenza di Marco Palladini c’è stato l’assoluto politico, c’est à dire una militanza spinta fino alla linea d’ombra (mai varcata) della lotta armata. Con la prima maturità la poesia, la letteratura, il teatro lo hanno soverchiato, imponendosi come un compito altrettanto spossante del precedente (l’assoluto poietico).
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