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ALLE MIE ALUNNE DI REBIBBIA
poesie di Aurelio Massidda
ZONA 2015
pp. 90 - EURO 10
ISBN 978 88 6438 509 9
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Sento, ogni giorno,
mancare una parte della mia vita
una parte irripetibile di me stessa.
Non interessa più se sono colpevole,
se mi giudicheranno benevolmente,
se sconterò la mia pena.
Come sbranata da bestie feroci,
a brandelli è strappata la mia esistenza
con tutti i suoi sentimenti,
i suoi ideali, le sue ricchezze.
Ogni giorno una parte di me stessa
fugge verso oscuri antri di paura
e di sofferenza indicibile,
che mi spolpano, mi dilaniano,
lasciandomi sola, irritata,
sfiduciata,
sulle infinite possibilità di vita e libertà
che un mondo più giusto
potrebbe ancora offrirmi.
Voglio difendere la mia vita;
voglio che cancelli, chiavi, divieti
non uccidano con la loro oppressione
e non sia distrutta
la mia invisibile voglia di vivere!
La mia esperienza nel carcere femminile di Rebibbia inizia come insegnante di cultura generale (che poi prenderà il nome di Informazioni socio economiche) nel 1980 e terminerà nel 1994, per continuare come responsabile didattico per la formazione professionale in tutte le carceri del Lazio, sotto la responsabilità dell’Assessorato regionale alla formazione professionale. (...) Al di là dell’aspetto tecnico, l’esperienza umana che mi ha arricchito è dovuto al fatto che ho sempre ritenuto importante la presenza quotidiana in funzione dell’ascolto, del sostegno e della speranza. Con questa finalità ho ascoltato, negli anni, centinaia di storie, tutte personalmente vissute dalla mie alunne; hanno sentito la partecipazione, mai giudicante, alla loro situazione di difficoltà; si sono confidate e, così spero, ho potuto dispensare parole di speranza nel loro percorso verso libertà. Ho ridonato a ciascuna di loro la propria storia, riscritta secondo la mia sensibilità, anche perché potessero sentire la vicinanza mia e dei colleghi. Le composizioni riportate nella presente composizione sono le loro storie, scritte immergendomi nelle loro problematiche, nelle loro sofferenze, nei loro desideri di libertà e di felicità. Come insegnante, non ho avuto alunne migliori delle mie alunne di Rebibbia. Aurelio Massidda |